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Glitch

2024, Segno

Abstract

Dalla realtà uniforme che si compone di consuetudine e normalità, emergono, in circostanze di “guasto”, delle crepe come fenditure epidermiche che aprono dei varchi sulla forza ontologica dell’esistenza disorientando la regolarità. Analogamente, in pittura, si riscontrano feritoie quando l’armonia tra immagine e supporto si dissolve, rivelando al fruitore una frammentazione che rigenera il significato slegato dalla struttura della sua rappresentazione. L’immagine pittorica si avvale dunque di multi materialità e si adatta a formati di varie dimensioni.

Glitch di Lorena Cangiano Fino al 27 gennaio 2024, in via Monte di Pietà a Milano presso la Building Gallery è possibile visitare la mostra collettiva “Glitch”, curata da Chiara Bertola, nuova direttrice della GAM di Torino e Davide Ferri, docente di Museografia all’Accademia di Belle Arti di Macerata e Bologna, che introducono così l’esposizione: “Per raccontare di questa mostra si può partire dal titolo, Glitch, che in inglese significa “difetto di industria, di fabbricazione”; è come se improvvisamente la pittura avesse avuto una sorta di sconnessione, qualcosa che non coincide più nel rapporto normale tra lo spettatore e l’immagine”. La mostra espone una selezione di opere pittoriche firmate da dieci artisti di rilievo nazionale e internazionale - accomunati per creatività e differenziati per generazione - tra cui Simon Callery, Angela de la Cruz, Peggy Franck, Pinot Gallizio, Mary Heilmann, Ilya & Emilia Kabakov, Andrea Kvas, Maria Morganti, Farid Rahimi, Alejandra Seeber. Dalla realtà uniforme che si compone di consuetudine e normalità, emergono, in circostanze di “guasto”, delle crepe come fenditure epidermiche che aprono dei varchi sulla forza ontologica dell’esistenza disorientando la regolarità. Analogamente, in pittura, si riscontrano feritoie quando l’armonia tra immagine e supporto si dissolve, rivelando al fruitore una frammentazione che rigenera il significato slegato dalla struttura della sua rappresentazione. L’immagine pittorica si avvale dunque di multi materialità e si adatta a formati di varie dimensioni. La creazione di Angela de la Cruz, posizionata in una nicchia, sfrutta la dinamicità del colore, in netto contrasto con la geometria alle pareti di Mary Heilmann e con l’approccio ascetico di Farid Rahimi. Andrea Kvas utilizza forme di uso quotidiano in un turbine di colori, mentre Simon Callery, manipola la tela, incidendola, che conversa con gli spazi dell’artista Maria Morganti, centrati sulla cura e sull’assenza. Ilya & Emilia Kabakov, coppia e maestri dell’arte concettuale, realizzano un’opera che interagisce con l’aggiunta di una piccola luce posizionata dietro il quadro. La mostra, che abbraccia sia opere figurative che astratte, evoca il concetto di una “pittura pura”, ovvero capace di interagire con l’idea di autentica espressione che ricorre alla verità nella pittura, alimentando riflessioni sul mezzo artistico riluttante alla narrazione in favore di una pienezza oggettiva della visione dove il lavoro fisico lascia una traccia corrispondente che può rivelarsi, fluire e rigenerarsi.
About the author
Università degli Studi di Foggia, Adjunct

Cultural Heritage. A.A. 2025/2026 - Adjunct Professor at the University of Foggia - Arts, Communication, and Design Sciences - Degree Program in Culture and Sustainability of Food and Wine - Course "Audiovisual Arts for Food and Wine". A.A. 2023/2024 - Adjunct Professor at the Academy of Fine Arts of Foggia - Course "Phenomenology and History of Contemporary Drawing". PhD candidate in "Visual Arts, Performing Arts, New Media, New Technologies, Music and Cultural Heritage" at the Academy of Fine Arts of Naples. Specialization School in Historic-Artistic Heritage at Suor Orsola Benincasa University of Naples - Department of Humanities. In agreement with the University of Campania "Luigi Vanvitelli" History of Art; Museology and History of Collecting; Cultural Heritage Law; History of Restoration and Artistic Techniques; Methodology of Art Criticism and Dissemination. Graduated in Art Education and specialized in Cultural Mediation Management and Educational Services in Museum Contexts, she is an expert in Cultural Heritage Communication through multimedia storytelling techniques. She also writes articles for national contemporary art magazines and curates projects for the enhancement of artistic assets. She collaborates with Studio Glowarp as a Digital Storyteller with a focus on emotional strategies. Statement of Research Interest: - Cultural mediation and educational services in museum contexts; - Communication of Cultural Heritage through multimedia storytelling techniques with a focus on emotional strategies; - Curation of projects for the enhancement of artistic and cultural assets, with particular reference to archaeological museums; - Intersection between literature, narratology, and Museum Studies; - Art history and visual culture.

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