Papers by daniele Alberti

Zeus Ammon: In Egitto, presso l'oasi di Siwa, al lato occidentale del grande deserto, si trovava ... more Zeus Ammon: In Egitto, presso l'oasi di Siwa, al lato occidentale del grande deserto, si trovava il famoso oracolo di Ammon. Già dall'età arcaica i greci tenevano in gran considerazione le predizioni di questo tempio: lo stesso Erodoto ci disse che Zeus Ammon fu consultato varie volte dagli ateniesi durante la guerra greco-persiana. Per i greci era naturale supporre che un oracolo tanto potente, anche se situato in terra straniera, fosse assoggettato a Zeus, il più prestigioso degli dei. E' importante specificare che, l'abbinamento con Ammon fu realizzato per non entrare in contrasto con i sacerdoti egiziani che amministravano l'oracolo. Alessandro Magno stesso, dopo la fondazione di Alessandria, si recò a visitare l'oracolo in questione, considerato uno dei tre maggiori del mondo greco, insieme a quelli di Delfi e Dadona. Il condottiero ed il suo seguito si persero nel deserto e solo grazie a due serpenti, che gli fecero da guida, riuscì a trovare l'oasi di Siwa. Nel tempio entrò da solo; Il sacerdote avrebbe voluto salutarlo con l'espressione greca "O Paidion", vale a dire caro figliolo, ma, non pratico della lingua, pronunciò "O pai Dios": caro figlio di Zeus, celebrando con quest'errore la divinizzazione del grande condottiero. Tessaglia: Mopsion 350 a.C. bronzo D: testa di Zeus laureata R: lotta tra Mopsos e centauro Da notare un fatto raro, Zeus sorride! Macedonia. Alessandro III 336-323 a.C. Tetradramma zecca di Rodi D: testa di Ercole con pelle leonina R: Zeus seduto su trono con aquila, una rosa come segno di zecca di Rodi. Sul tetradramma di Alessandro Magno è rappresentato Ercole con testa leonina, probabilmente l'immagine di Eracle fu eseguita utilizzando le sembianze del condottiero, mentre sul rovescio lo Zeus su trono con aquila e scettro venne ispirato dalla famosa statua di Fidia di Olimpia. L'aquila ad ali chiuse sulla mano destra distesa di Zeus simboleggia il potere donato dal dio ad Alessandro. Interessante la presenza delle marche di zecca che hanno permesso di risalire alle città emittenti. Dopo la vittoria di Gaugamela 326 a.C. sui persiani, la città di Babilonia divenne zecca dell'impero, la più importante dopo Amfipoli ed assunse come identificativo la lettera M significante "Metropolis"

Ovidio Una delle opere che contribuì maggiormente all'adattamento dei miti greci a quelli latini,... more Ovidio Una delle opere che contribuì maggiormente all'adattamento dei miti greci a quelli latini, fu la "Metamorfosi" del poeta Ovidio (43 a.C. 17 d.C.). Nato a Sulmona nel 43 a.C., fu indirizzato, dal padre, agli studi atti ad apprendere l'arte della parola, prima a Roma e successivamente ad Atene, considerata il centro della cultura del mondo conosciuto. La gran passione di Ovidio si rivelò la poesia; infatti, tornato a Roma, si fece notare per la schietta spontaneità della sua vena poetica e per la ricchezza della sua fantasia. Nella corte di Augusto fu accolto con entusiasmo, tanto da divenire il poeta preferito dell'imperatore. Una notte, però, inaspettatamente e senza apparenti motivi, Ovidio fu cacciato ed esiliato a Tomi (odierna Romania) sulle coste del Mar Nero, dove visse tristemente per nove anni fino al 17 d.C., anno della sua morte. Tra la sua vasta produzione letteraria, il lavoro più importante è certamente "Le Metamorfosi", di cui si è accentato poc'anzi: opera di quindici libri, composta in esametri, in cui il poeta raccoglie circa duecento miti greci e romani, che hanno per tema le famose trasformazioni degli dei e degli eroi. In modo personale, il poeta inizia dalla nascita della cosmologia proposta da Esiodo, e racconta, rielaborandoli e trasformandoli, i diversi miti, fino ad arrivare alla trasformazione di Cesare in stella e all'apoteosi di Augusto. Proseguendo, molti dei racconti narrati nell'opera trattano degli amori tra ninfe, Dei e comuni mortali. Potremmo ricordare come esempio le vicende di Apollo: egli bruciava d'amore per Dafne, la quale però lo respingeva con tutte le sue forze; stremata, dalla fatica per la fuga, chiese aiuto alla madre Terra, ed il padre, il dio fluviale Peneo, che però la trasformò in una pianta d'alloro. Apollo, sconfitto, fece un serto con l'alloro e volle che la pianta fosse a lui consacrata. Apollo era molto venerato al tempo dell'imperatore Augusto, in quanto egli amava essere associato al dio; Ovidio, però, rappresentava spesso Apollo in situazioni ridicole, e fu forse questo fatto ad irritare Augusto che decise di esiliarlo. Gli Albori della Mitologia: Dal caos alla creazione Le principali conoscenze sulle origini della cosmologia antica, ci derivano dalle opere di Omero, dagli scritti degli Orfici e dalle composizioni di Esiodo. Accenneremo brevemente alle scarne indicazioni di Omero ed ai miti Orfici, per poi soffermarci più ampliamente sull'opera di Esiodo, in quanto risulta la fonte più completa pervenutaci. Prima di tutto è importante affermare che, riguardo le divinità primordiali, troviamo raramente rappresentazioni in numismatica; le ragioni sono da ritrovare nel fatto che, quando l'uomo iniziò a produrre e ad usare le monete, queste divinità avevano, già da tempo, assunto un ruolo secondario nel patrimonio religioso umano; si rappresentavano, infatti, solo le divinità più potenti e più venerate. In particolare nel VII secolo avanti Cristo, gli dei olimpici erano già i dominatori inconfutati della religione greca, e furono loro, ed i loro potenti simboli, ad essere raffigurati principalmente sulle facce delle monete. La versione della procreazione primordiale, raccolta e tramandata da Omero nell'Iliade, narra brevemente di come una divinità fluviale di nome Oceano, che
Una delle opere che contribuì maggiormente all'adattamento dei miti greci a quelli latini, fu la ... more Una delle opere che contribuì maggiormente all'adattamento dei miti greci a quelli latini, fu la "Metamorfosi" del poeta Ovidio (43 a.C. 17 d.C.). Nato a Sulmona nel 43 a.C., fu indirizzato, dal padre, agli studi atti ad apprendere l'arte della parola, prima a Roma e successivamente ad Atene, considerata il centro della cultura del mondo conosciuto. La gran passione di Ovidio si rivelò la poesia; infatti, tornato a Roma, si fece notare per la schietta spontaneità della sua vena poetica e per la ricchezza della sua fantasia. Nella corte di Augusto fu accolto con entusiasmo, tanto da divenire il poeta preferito dell'imperatore. Una notte, però, inaspettatamente e senza apparenti motivi, Ovidio fu cacciato ed esiliato a Tomi (odierna Romania) sulle coste del Mar Nero, dove visse tristemente per nove anni fino al 17 d.C., anno della sua morte.

Daniele Alberti, 2020
La scrittura lineare B La scrittura lineare B fu una dei fenomeni più espressivi introdotti dagli... more La scrittura lineare B La scrittura lineare B fu una dei fenomeni più espressivi introdotti dagli Achei in tutto il bacino del mar Egeo. I popoli dell'Egeo adattarono la scrittura sillabica usata dagli stranieri alla loro lingua; secondo lo scienziato Chadwick, che contribuì in seguito a decifrare le iscrizioni, la Lineare B è il risultato dell'adattamento dei segni minoici alla scrittura greca. Importanti ritrovamenti di tavolette d'argilla incise con tale scrittura presso l'archivio del palazzo di Crosso sono utili testimonianze dell'attività economica del paese. La maggior parte di esse, infatti, fungeva da registri contabili e da esse si deduce di come l'agricoltura fosse la base della ricchezza dell'isola. Vi si legge, ad esempio, come venissero contate le pecore o come venisse suddiviso il grano tra i sudditi e quanta parte di esso fosse destinato al palazzo del re. Tra esse troviamo inoltre, scritti di carattere militare e religioso, come ad esempio una lista delle divinità. Singolare il fatto che tale scrittura sia stata ritrovata solo nel palazzo di Crosso sull'isola di Creta, ed in vari palazzi micenei sul continente. La scrittura in lineare A, ad oggi non ancora decifrata e di cui troviamo abbondanti ritrovamenti in tutta l'isola di Creta, sembra risultare antecedente ed ispiratrice della lineare B. Tavoletta d'argilla proveniente dagli scavi della villa reale di Hagia Triada a Creta, datata intorno al 1450 a.C. La nascita della scrittura secondo la mitologia Secondo le "Fabulae" di Igino, secondo Plutarco e secondo le "Eroiche di Filòstrato, Ermes era il dio dei cantori e dei poeti prima di essere sostituito da Apollo, l'animale a lui sacro era la gru. Per questo motivo, quando tradusse i suoni delle parole dei poeti, Ermes si ispirò al tipo di formazione in volo dei suoi uccelli, il cuneo. Le tre moire crearono le consonanti "B" e "T" e le cinque vocali, mentre le altre undici consonanti furono create da Palamède, figlio di Nàuplio e Climène., morto in seguito lapidato a Troia dagli stessi greci suoi compagni a causa del rancore di Ulisse. Infatti, il comandante greco accusò falsamente Palamède, che aveva scoperto la sua simulazione per evitare la guerra di Troia, o forse Ulisse fu solamente geloso della sua ingegnosità. Palamène, oltre alle undici consonanti, aveva inventato anche le unità di misura ed il gioco dei pessi, o dei calcoli, molto simile agli scacchi e molto gradito ai greci.

quaderni di numismatica, Mar 20, 2020
Premessa: Questa ricerca nasce con l'intento di portare un po' di chiarezza nel complicato mondo ... more Premessa: Questa ricerca nasce con l'intento di portare un po' di chiarezza nel complicato mondo della mitologia analizzando alcune delle rappresentazioni dei personaggi più importanti che compaiono sulla monetazione greca e romana. Sul tema mitologico sono stati scritti centinaia di saggi e potremmo trovare descrizioni diverse da quelle che in seguito fornirò, il fatto è dovuto alla gran quantità di miti che spesso si riferiscono alla stessa divinità. Ambientazioni e contesti storici differenti portarono all'evoluzione dei singoli miti in modo indipendente, capitava spesso che da un'origine comune nascessero storie differenti, nell'ambito di diverse realtà territoriali riguardanti lo stesso personaggio. I narratori adattavano le loro storie a seconda del luogo, del tempo e delle situazioni sociali in cui venivano narrate e così prendevano corpo versioni parallele differenti tra loro, alimentando e confondendo sempre più il vasto mondo mitologico. Questa mia modesta opera non vuole essere l'ennesimo elenco descrittivo di divinità, ma vuol mettere in correlazione le rappresentazioni degli dei con le incisioni che troviamo nelle monete antiche, analizzando le motivazioni che portarono le poleis, i sovrani e le dinastie di quel tempo, ad adottare le varie raffigurazione mitologiche e studiando il modo in cui queste si evolsero nel tempo.
Origini della monetazione
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