Papers by quintino venditti

Scegli come iniziare! I.2 Quintino -Direi che è un fatto obbligato iniziare dal principio ovvero ... more Scegli come iniziare! I.2 Quintino -Direi che è un fatto obbligato iniziare dal principio ovvero dall'Immacolata Concezione di Maria descritta nell'incipit del meraviglioso Prologo del Vangelo secondo Giovanni. Le comuni traduzioni sono alquanto oscure. Il Prologo di Giovanni contiene in se stesso il segreto della divinità di Maria, nascosto nei secoli dalle imprecise traduzioni dei testi originali greci. Questo testo ruota intorno a tre soggetti: la Parola (o Verbo), Dio, Luce (o Vita). Il famoso Prologo è, in realtà, unʼode alla Trinità, rappresentata da questi tre soggetti. Esso non celebra soltanto lʼincarnazione di Cristo, ma comprende in se stesso il mistero della divinità di Maria. I.3 Maria Silvia -In questo modo, però, ti allontani dall'interpretazione tradizionale. È un po' eccessivo mettere in dubbio quasi duemila anni di traduzioni e interpretazioni, alcune di queste opere di Santi che abbinavano la fede alla conoscenza linguistica e l'ispirazione alla santità. Non ti pare? I.4 Quintino -È vero! Io mi sento, infatti, intimorito, ma alcune considerazioni mi danno forza! I primi secoli del Cristianesimo furono molto difficili sia per le crisi che affliggevano l'Impero Romano ormai in declino, e sia per le continue persecuzioni contro le comunità della Chiesa dei Martiri. È evidente che quel periodo storico non era molto favorevole agli studi. I libri erano costosissimi, giacché esistevano in scarse copie, scritte da pochi amanuensi, in tiratura limitatissima. Le comunicazioni erano, inoltre, molto difficoltose e le varie Chiese non potevano, di conseguenza, comunicare agevolmente fra loro. I.5 Il Cristianesimo post apostolico fu, quindi, troppo vessato da eventi sfavorevoli per consentire quella tranquillità necessaria agli approfondimenti sul messaggio evangelico. L'apologetica ecclesiale si concentrò, allora, nella difesa delle basi essenziali della fede, continuamente insidiata dalle persecuzioni, dalle difficoltà di una sopravvivenza stentata e dalle prime eresie. Nacque, ma dà per scontato il suo risultato, sempre a favore della gerarchia che impartisce lʼordine, per cui la possiamo definire obbedienza comunque per evitare di cadere nellʼerrore di credere che ciò sia una evoluzione verso una obbedienza razionale. I.12d Tale condizione miserevole che umilia la ragione e la fraternità allʼinterno della Chiesa è, tuttavia, frutto di una sostanziale buonafede della gerarchia ecclesiastica che si limita a conformarsi al modello evangelico di una Maria Creatura Inconsapevole, ma questa buonafede, pur del tutto perdonabile, ha ugualmente causato enormi disastri. Il disastro peggiore è che la Chiesa Cattolica non intende più la salvezza per giustificazione o obbedienza di fede ma per obbedienza gerarchica irrazionale. Questa ossessione giunge al punto che nessuno può presentarsi di sua volontà al parroco per accedere alla fraternità, perché il suo atto spontaneo è esso stesso una ribellione al principio gerarchico, poiché Maria Creatura non chiese nulla a Dio ma fu Dio a chiamarla. Questa assurdità si potrebbe sintetizzare nella frase: "il vescovo chiama colui che aspira". Rimane un mistero su come si manifesta una muta aspirazione alla vita religiosa: in pratica questo vuol dire che il vescovo fa ciò che gli pare e chiunque si offre di sua iniziativa è già sulla via sbagliata. I.12e In passato, lʼobbedienza cieca ha causato guai peggiori: le guerre fra Cristiani. Se la salvezza non è per fede ma per obbedienza alla gerarchia, allora si crea, ad esempio, una grande differenza fra due Credenti che professano la stessa fede in Gesù Cristo ma hanno diversa obbedienza ecclesiastica, come può avvenire, ad esempio, fra un Anglicano che ha per capo religioso il Re dʼInghilterra e un Cattolico che ha per capo supremo il Papa. Ciò obbliga il suddito dellʼuno o dellʼaltro a obbedire fino allʼaspersione del sangue di colui che è di obbedienza gerarchica opposta. La salvezza per fede impedisce, invece, di uccidere oppure di offendere chi ha la fede di base del Cristiano, poiché è questa che gli assicura la giustificazione e non lʼobbedienza a una gerarchia umana che può anche sbagliare. I.12f Tutto ciò deriva dallʼostinazione a volere intendere Maria soltanto Creatura. Maria Divina, Terza Persona della Trinità, elimina queste storture sanguinarie, poiché Lei fu consapevole pienamente della sua obbedienza fin dallʼinizio e la sua sottomissione fu perfetta, poiché razionale, mentre il dialogo con lʼAngelo fu unicamente a beneficio nostro per adempiere le Scritture. La Beatissima Vergine dovette riparare, infatti, allʼobbedienza cieca di Eva nei confronti del Serpente e mostrò allʼUmanità lʼesempio della perfetta sotto-anche di Samaria, mentre Israele prendeva il nome di regno di Giudea (1Ki 12.16 e segg). Il Re di Samaria notò, però, che il popolo tendeva a ritornare sotto l'influenza di Gerusalemme, in occasione dei pellegrinaggi al Tempio. Egli abbandonò, quindi, la religione ebraica e instaurò culti pagani, per non ricadere nell'odiosa tirannia dei fratelli sui fratelli, giustificata da pretesti religiosi! I.29 Quintino -Vedo amatissima Maria Silvia, che hai afferrato a volo il nocciolo del problema. Giovanni Battista Vico con i suoi Corsi e Ricorsi Storici, Sigmund Freud con la "coazione a ripetere" e le stesse Scritture nei Libri Sapienziali (Ecc 1.9) hanno ragione nel dire che la storia si ripete sempre. I protestanti hanno cessato di approfondire le questioni teologiche trattate dai concili ecumenici, perché celebrati sotto il diretto controllo del Papato e per evitare di affrontare il problema mariano. Essi hanno, quindi, preferito ripiegare sugli studi biblici eruditi, sul pietismo, sul puritanesimo e così via e non possono, per questo motivo, essere considerati dei possibili alleati, circa la divinità di Maria, ma il loro contributo è ugualmente prezioso, in quanto dobbiamo a loro i sussidi biblici cartacei ed elettronici. Le Chiese Protestanti non sono, però, riuscite a superare la crisi degli studi teologici che avvenne dopo l'ultimo concilio, tenuto dalla Chiesa Cattolica, in occasione della salita al trono di Papa Alessandro VI Borgia. La rivolta luterana esplose dopo la sanguinosa tirannia dei Borgia. La fuga dei biblisti dal Cattolicesimo seguì alla violenta repressione della Santa Inquisizione. I concili successivi segnarono la morte della libera teologia, poiché espressione del solo Papato che si autoproclamò, da allora, infallibile. È per questo che non ritengo presuntuosa la mia indagine biblica su Maria, anzi la considero una storica ripresa della teologia Cristiana in continuità con la tradizione dei concili ecumenici, com'era prima dell'avvento dello Scisma Protestante. cludono Dio stesso come il capostipite della Casa di Davide (Luk 3.23, 38), per cui Maria è lo Spirito Santo personale che "si fece carne" nellʼImmacolata Concezione allʼinizio dei tempi, secondo la narrazione del Prologo di Giovanni. Giungiamo a questa conclusione dopo lʼanalisi delle prefigurazioni mariane della genealogia di Matteo e dobbiamo necessariamente sostenere, per esclusione, che Maria è Persona trinitaria, poiché lʼunica entità che può essere identificata con Lei è nella genealogia di Luca ovvero Dio stesso. Altri dettagli sono che: Giuseppe era eunuco a causa dellʼetà, il fidanzamento era segreto, il nome Gesù proveniva direttamente da Dio, Maria fu sospettata ingiustamente di prostituzione sia da Giuseppe che dal popolo, Giuseppe non ebbe mai rapporti sessuali con Lei. Ecco come le prefigurazioni mariane svelano le origini divine di Maria attraverso la mediazione del mistero di Cristo! I.96 Maria Silvia -Non sono convinta! In primo luogo, un solo passo evangelico non è sufficiente per sostenere una qualsiasi teoria. In secondo luogo, Maria si unisce al Padre per procreare Cristo, secondo la tua opinione, e ciò può equivalere alla stregua di un matrimonio. Maria appartiene, allora, alla tribù di Giuda, in quanto sposa del Padre, in armonia con la Legge di Mosè, dal momento che la genealogia di Luca indica in Dio stesso lʼorigine dellʼintera Casata. In terzo luogo, San Paolo definisce inutili ed oziose le dispute intorno alle genealogie, come scritto nei seguenti brani di due sue lettere. Così scrive San Paolo: "non badare più a favole e a genealogie interminabili, che servono più a vane discussioni che al disegno divino manifestato nella fede" (1Ti 1.34) e: "Guardati, invece, dalle questioni sciocche, dalle genealogie, dalle liti e dalle contese intorno alla legge, perché sono cose inutili e vane" (Tit 3.89). I.97 Quintino -Comincerò con rispondere alla tua ultima obiezione intorno allʼopportunità delle disquisizioni genealogiche. San Paolo parla di "questioni sciocche, genealogie, liti e contese intorno alla Legge". Egli si riferisce a quelle discussioni che mettono in dubbio il messaggio divino tramite cavilli e questioni intorno allʼosservanza delle regole morali provenienti da uno dei circa seicento comandamenti della Legge Mosaica e che sfociano in spiacevoli liti con moralisti furiosi. Una delle più frequenti sciocche contese è senza dubbio la credibilità delle genealogie dei Patriarchi antidiluviani riportate allʼinizio del libro della Genesi. Gli increduli si fanno beffe, ancora oggi, delle Scritture e sostengono che è inverosimile la lunga vita di Matusalemme di ben novecentosessantanove anni e così per le vite degli altri Patriarchi prima del Diluvio. Essi portano il discorso su questo scivoloso tema con aria di sfida, per concludere, quindi, che lʼintera Scrittura è una favola. I.145a Detto in altre parole: il rituale raffigura la Trinità comʼera già al tempo di Abramo, compresa la donna Spirito Santo nata per Immacolata Concezione. Pulcino e colomba rappresentano, quindi, lo Spirito Santo che figlia se stesso in due animali considerati come uno solo, così come lo Spirito Santo Persona rimane Uno dopo la trasformazione. Questo simbolismo ha, però, il difetto di non produrre sanguinamento, poiché...
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