Il secondo 800 italiano
1988
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15 pages
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Abstract
Primo contributo sul collezionismo postunitario a Napoli
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1979
Animata dal suo tradizionale interesse per la storia e i problemi di Bosa, 1'Amministrazione comunale, d'accordo con un gruppo di giovani studiosi, ha voluto questo volume, agile e vivace, ponendo come condizione che fossero superati i vieti fini turistici e elle si facesse spazio ad una rappresentazione che riproponesse le condizioni e i modi di vita dei Bosani nella seconda metà dell'Ottocento. È nato così questo volume che, sono certo, procurerà ai lettori non ore di evasione ma di sofferto impegno, per cui dalle consideraZioni del passato si potrà trarre una lettura del presente. Perché questo, veramente, mi pare 1'alto pregio del libro: esso dà al lettore una chiave per leggere il presente e le caratteristiche ambientali, sociali e culturali di questa nostra città, tanto più cara quanto più disastrata per eventi imponderabili e per incuria d'uomini soprattutto. Non libro d'evasione, dunque, ché leggendone le pagine si accresce e vigoreggia la volontà -e voglia il cielo che non si dissolva nelle nebbie del velleitarismo -di prendere per i capelli, da mattutino a terza se necessario, la bella dOllna incancrenita nei suoi mali inveterati: depauperamento progressivo di uomini e di beni, galoppante dissesto ecologico, limpidezza naturale ormai sbiadita e confusa, serVizi e strutture modesti, attività culturali discontinue e insufficienti. Per affrontare e superare questo stato di cose ora lavoriamo (è una constatazione e 1m' esortazione insieme) tutti uniti, coscienti tutti dei nostri limiti, indagando anche sulle colpe, non per accusare ma per evitarle in avvenire. A questo lavoro chiamiamo partiti e organizzazioni; eltiamiamo, con particolare attenzione i lavoratori le donne i giovani; chiamiamo tutto il generoso popolo di Bosa, sicuri che se una rinascita ci sarà, e ci sarà, tutti dovranno esserne toccati ma tutti dovranno provocarla. E così le pagine degli illustri Viaggiatori ci riconfermallo nel compito che particolarmente ci assilla e che non consente « abbandoni»: lavorare tutti 1ulitaria111el1te per dare respiro e dignità a questa nostra terra che sommamente ci è cara. Additarne le piaghe secolari mediante la rilettura degli « Appunti » è già 1m' opera altamente nobile, per cui il mio « Grazie! » va a tutti coloro che quest' opera hanno voluto e curato e al Banco di Sardegna che ha concretizzato volontà e cure con un suo generoso contributo.
Con l'insuccesso della prima guerra d'indipendenza (1848-1849) crollarono tutti i sogni di riscatto nazionale e di rinascita civile, lasciando al loro posto delusione e tristezza, ma presto, allo smarrimento iniziale, subentrò il raccoglimento, la riflessione e, più che di scrittori e di oratori ai quali fosse demandata la risoluzione dei problemi della Patria, si sentì il bisogno di politici, di diplomatici, di generali...
Agli inizi del dicembre 1 928 fu scoperta a Sesto Calen de, nei pressi dell'Asilo Bassetti, un'importante tomba di guerriero, ricca di numerosi oggetti di corredo, per mol ti aspetti paragonabile a quella venuta alla luce nel 1 867 sempre a Sesto Calende, ma qualche centinaio di metri più a monte nella località La Castiona. Le vicende del lo scavo e del recupero dei materiali di questa tomba e di altre tombe vicine sono diff icili da ricostruire per man canza di documentazione adeguata. Lo scavo venne con dotto per trincee e piuttosto velocemente da operai ster ratori e non furono redatte planimetrie delle strutture funerarie e della disposizione degli oggetti di corredo. I materiali recuperati non furono tenuti distinti per singoli corredi, motivo per cui la loro identif icazione e le rispet tive associazioni sono gravate da molti dubbi e incertezze.
Milano -Università Statale 7 novembre 2006 1
Che il mercato dell'arte sia un terreno sci-
1. Cambiano le costituzioni musicali 2 , come quelle politiche, come quelle linguistiche. Le costituzioni materiali dipendono dai parlanti e dagli scrittori, dalle dinamiche sociali e dai politici, dalle radici folkloriche e dai compositori. Le costituzioni formali vengono quindi promulgate dai capi di stato, dai grammatici e dai linguisti, dai teorici della musica. I cambi possono avvenire lentamente o velocemente: per evoluzione o per rivoluzione.
In this essay I will propose an analysis of Aristotle's concept of kinesis aisthetike/phantastike. I have collected many short pieces of evidence that can be detected in Aristotle's psychological corpus about this topic, in order to understand if Aristotle, when he speaks about kinesis, has in mind a coherent theory. My conclusion is that he had such a theory (although never clearly expounded by Aristotle himself) that can be expounded in a systematic way, which is what I try to do in the last section of the paper. SOMMARIO: Nell'articolo, proporrò un'analisi del concetto aristotelico di kinesis aisthetike/phantastike. Ho cercato di raccogliere le numerose e sparse affermazioni di Aristotele su questo tema, allo scopo di capire se Aristotele, quando parla di tale kinesis, fonda o meno il proprio discorso su una teoria coerente. La mia conclusione è che tale teoria può essere ricostruita ed esposta in maniera sistematica: ed è precisamente questo che tento di fare nel mio contributo.
Atlante tematico di topografia antica, 2021
Abstracts dell'incontro di studio, di Marco Pavese, Camilla Campedelli, Patrizia Basso, Piergiovanna Grossi, Cristina Bassi, Maria Stella Busana, Alice Vacillotto, Enrico Giorgi, Giulio Ciampoltrini, Stefano Campana, Giorgio F. Pocobelli, Zaccaria Mari, Alessio De Cristofaro, Patrizia Tartara, Stefania Quilici , Giovanna Cera, Giuseppina Renda, Paola Carfora, Veronica Ferrari, Giuseppe Ceraudo, Maria Luisa Marchi, Giovanni Forte, Patrizia Gentile, Barbara Pezzulla, Lorenzo Quilici, Aurelio Burgio, Rodolfo Brancato, Edoardo Tortorici
Autografi dei Letterati Italiani. Il Cinquecento, 2013
Noto soprattutto per la Retorica, un compendio della disciplina classica scritto in italiano su commissione del cardinale Ippolito d'Este, Bartolomeo (Baccio) Cavalcanti era stimato dai suoi contemporanei anche per le numerose orazioni, per le traduzioni da Polibio e per i trattati politici. Di tutta questa attività letteraria però, benché vi siano molti manoscritti datati, indice della diffusione delle sue opere, non sono rimasti autografi e dunque, allo stato attuale delle conoscenze, gli scritti noti di mano del Cavalcanti sono di natura epistolare, ad eccezione di uno. Compreso entro trentacinque anni (1526-1561), il suo epistolario è particolarmente corposo e consta di circa 300 pezzi, 193 dei quali autografi. I tre quarti dell'intero elenco sono conservati presso gli Archivi di Stato di Firenze e Parma e la British Library di Londra (in quest'ultima ci sono missive inviate soprattutto a Piero Vettori); altri notevoli giacimenti di lettere autografe si trovano alla Biblioteca Estense e Universitaria di Modena e all'Archivio di Stato di Napoli, dove però un incendio ha distrutto parte delle missive del fiorentino ivi conservate (Romier 1913(Romier -1914 Pacifici 1920; François 1951; Roaf in Cavalcanti 1967). La notevole dispersione del materiale autografo risente presumibilmente dell'agitata vicenda biografica dell'autore: fautore dell'ultima repubblica fiorentina tra il 1527 e il 1530 ed esule volontario nel 1537, Cavalcanti ebbe infatti una vita errabonda, soggiornando a Ferrara, Parma, Siena, Roma e Padova. Inoltre, impegnato per tutta la vita in un'intensa attività diplomatica per conto non solo dei suoi compagni d'esilio, ma anche di alcune delle piú potenti famiglie italiane (Este e Farnese), Baccio fu costretto a spostarsi continuamente e a recarsi di frequente in Francia e a Venezia.

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Luisa Martorelli