ddPapers by Giovanni Sommo
Vercelli 2020 Questa pubblicazione non è destinata alla vendita e viene distribuita esclusivament... more Vercelli 2020 Questa pubblicazione non è destinata alla vendita e viene distribuita esclusivamente per gli scambi bibliografici. Una versione elettronica in pdf con più ampio corredo grafico è reperibile qui
Archaeology of Northern Italy
Edizione elettronica 2009 © Archeovercelli Il presente documento è liberamente utilizzabile per u... more Edizione elettronica 2009 © Archeovercelli Il presente documento è liberamente utilizzabile per uso personale, ogni altra utilizzazione a carattere pubblico o commerciale deve essere preventivamente autorizzata. Allegato 1 PLANIMETRIA DEL CASTRUM DI RADO. STATO DI FATTO (Rilievo Andrea Perin) Allegato al volume "Castrum Radi, studi e ricerche sulla struttura materiale di un castello di pianura dell'alto Vercellese", Vercelli 1990, Edizioni del Gruppo Archeologico Vercellese
riedizione 1931, 2009
Ex tipis cardi CARLO CONTI 2 La presente edizione è liberamente scaricabile per uso privato, ogni... more Ex tipis cardi CARLO CONTI 2 La presente edizione è liberamente scaricabile per uso privato, ogni altra utilizzazione a carattere pubblico, dell'intero testo o di parti di esso, deve essere autorizzata. © archeovercelli.it -Edizioni del Cardo L'illustrazione in copertina è tratta dal pieghevole del museo Calderini di Borgosesia: http://www.comune.borgosesia.vercelli.it/museo.htm, la foto in quarta di copertina è tratta dal sito: http://www.montefenera.org/index.
Quaderni 4, 1978
L'uso privato e a scopo di studio dei testi e delle immagini contenuti nel presente volume è cons... more L'uso privato e a scopo di studio dei testi e delle immagini contenuti nel presente volume è consentito. La riproduzione anche parziale per altri scopi ed in contesti pubblici o commerciali costituisce violazione dei diritti d'autore.
Quaderni 3, 1977
L'uso privato e a scopo di studio dei testi e delle immagini contenuti nel presente volume è cons... more L'uso privato e a scopo di studio dei testi e delle immagini contenuti nel presente volume è consentito. La riproduzione anche parziale per altri scopi ed in contesti pubblici o commerciali costituisce violazione dei diritti d'autore.
Quaderni 1, 1976
La presente edizione è liberamente scaricabile per uso privato, ogni altra utilizzazione a caratt... more La presente edizione è liberamente scaricabile per uso privato, ogni altra utilizzazione a carattere pubblico, dell'intero testo o di parti di esso,deve essere autorizzata. © archeovercelli.it -Edizioni del Cardo NOTA ALL'EDIZIONE ELETTRONICA 2009
Campi Raudii, i segni di una battaglia. Annotazioni bibliografiche.
Estratto dal «Bollettino Storico Vercellese» -n. 2 -anno 1989 -121-GIOVANNI SOMMO DUE VASI "TIPO ... more Estratto dal «Bollettino Storico Vercellese» -n. 2 -anno 1989 -121-GIOVANNI SOMMO DUE VASI "TIPO ACO", INEDITI, DA VERCELLI Grazie alla cortese disponibilità dei possessori ho potuto recentemente prendere diretta visione di due esemplari firmati e pressoché integri di vasi potori "tipo Aco", provenienti da necropoli vercellesi. Essi sono stati rinvenuti nell'arco dell'ultimo mezzo secolo in due siti entrambi dell'area S. -S.O. della città e fortunatamente sono conservati in discrete condizioni (1).

Edizioni all'Insegna del Giglio -vietata la riproduzione e qualsiasi utilizzo a scopo commerciale... more Edizioni all'Insegna del Giglio -vietata la riproduzione e qualsiasi utilizzo a scopo commerciale -1 dividuazione dei siti si è basata su tutta la vasta documentazione storica edita e sulle precedenti analisi di essa , con le opportune integrazioni, e con l'analisi della toponomastica in cartografia I.G.M. A questi dati si sono aggiunti, ma purtroppo solo occasionalmente e a campione, microtoponimi catastali e dati della toponomastica urbana, considerati con tutte le cautele del caso. All'individuazione dei siti è seguita la ricognizione aerofotografica (non sempre ovviamente determinante) e la ricognizione a terra, con campagna fotografica di prima mano. I dati e le documentazioni raccolte sul terreno sono state integrate da una accurata ricerca bibliografica e d'archivio che, non di rado, ha portato a successive individuazioni integrative di siti scomparsi negli ultimi tre secoli, a fondamentali precisazioni di ubicazione circa realtà materiali conosciute solo da fonti scritte, e a inedite acquisizioni. Allo stato attuale del progetto (più di trecento siti censiti) appare certo che, mentre l'inventario del costruito è molto prossimo alla completezza, il censimento dei siti attestati da toponimi e microtoponimi raggiunge forse solamente il 40% della reale consistenza, rilevabile per intero esclusivamente da un esaustivo esame dell'intera cartografia catastale e della vastissima documentazione cartografica d'archivio, per il momento irrealizzabile. Per quanto riguarda in particolare le attestazioni da toponimi, quando non siano presenti dati di conferma di tipo storico o archeologico, esse sono segnalate come incerte, in quanto i vari termini, ecc. possono riferirsi a realtà materiali estranee all'ambito cronologico della ricerca, che si spinge al XVI secolo per alcune presenze di possibile origine cronologica anteriore. Oltre ai limiti sopracitati il progetto ha risentito dei costi elevati della ricognizione aerea, che non hanno consentito una copertura totale del territorio nelle stagioni più opportune. I risultati raggiunti in questi anni da un gruppo di lavoro formato da semplici volontari (che qui ho ancora una volta l'occasione di ringraziare), sono tuttavia soddisfacenti e possono costituire un valido punto di partenza per l'impostazione di nuove e meglio indirizzate ricerche territoriali e per l'approfondimento di singole realtà censite. Lo studio dell'evoluzione tipologica e morfologica (origini, evoluzione, tipi e caratteristiche) dell'architettura militare nel Vercellese, il modo con cui essa ha contribuito alla formazione ed espansione del sistema del feudalesimo in un area particolarmente significativa, con le sue peculiari caratteristiche storiche, per l'origine di questa forma di organizzazione sociale in Italia e per la successiva organizzazione di uno dei maggiori comuni medievali padani, costituisce, a mio avviso, un obiettivo primario per la ricerca storico-archeologica locale dei prossimi decenni, oltre che un ambito di esercizio delle funzioni di tutela (sia a livello centrale che periferico) sostanzialmente ancora inesplorato. Il completamento di questo primo e per quanto lacunoso progetto di ricerca era, almeno nei propositi, funzionale ad una generale riconsiderazione delle problematiche storiche, archeologiche e di tutela legate alla materia dell'architettura militare in un vasto territorio ricchissimo di testimonianze.

La mostra dedicata alla figura dell'illustre studioso genovese è nata dall'idea di documentare in... more La mostra dedicata alla figura dell'illustre studioso genovese è nata dall'idea di documentare in apposita sede il fortunato periodo situato approssimativamente tra il 1840 ed il 1880, durante il quale Vercelli beneficiò della presenza e dell'influenza diretta di Luigi Bruzza. Storia, epigrafia ed archeologia conobbero nella nostra città in quel quarantennio una vera e propria rinascita, connotando in modo indelebile la cultura vercellese. Attraverso la rilettura di oggetti, volumi e documenti conservati presso il museo C. Leone, la Biblioteca Civica e l'Archivio storico comunale, ricostruisce in parte il fervore di studi e di realizzazioni che pervase quegli anni in cui nacquero istituzioni pubbliche e private di notevole rilievo, alcune delle quali pervenuteci intatte. La mostra ed il Convegno di Studi ad essa legato, pur con i limiti imposti da spazi, finanziamenti e tempi, può a buon diritto considerarsi un concreto contributo alla divulgazione di alcuni aspetti della storia municipale e della rilevanza che ebbe il Bruzza quale fattore di stimolo e di progresso nel microcosmo della cultura locale del secolo scorso. L'insieme delle manifestazioni programmate per ricordare il centenario della scomparsa dello studioso barnabita si pongono inoltre come momento di riflessione sul futuro destino di alcuni settori della tutela e conservazione vercellesi e rappresentano, comunque, una sicura indicazione di quanto possano attuare la collaborazione e l'intesa tra forze culturali, enti pubblici e privati.
In copertina: Coppa emisferica a ventre rialzato in ceramica comune verniciata. L'uso privato e a... more In copertina: Coppa emisferica a ventre rialzato in ceramica comune verniciata. L'uso privato e a scopo di studio dei testi e delle immagini contenuti nel presente volume è consentita. La riproduzione anche parziale per altri scopi ed in contesti pubblici o commerciali costituisce violazione dei diritti d'autore. © Archeovercelli 2013
In copertina: Monformoso, fotografia aerea obliqua del 1979. L'uso privato e a scopo di studio de... more In copertina: Monformoso, fotografia aerea obliqua del 1979. L'uso privato e a scopo di studio dei testi e delle immagini contenuti nel presente volume è consentita. La riproduzione anche parziale per altri scopi ed in contesti pubblici o commerciali costituisce violazione dei diritti d'autore.

L'idea da cui prende le mosse questo lavoro è nata dall'aver avuto tra le mani, alcun anni or son... more L'idea da cui prende le mosse questo lavoro è nata dall'aver avuto tra le mani, alcun anni or sono, una delle copie del manoscritto "Memorie prese dell'antico Duomo di Sant'Eusebio in Vercelli ....." del De Rossi, conservata presso l'Archivio Storico del Comune di Vercelli e che ebbi modo di consultare per la cortesia del dottor Rosaldo Ordano, direttore della Biblioteca Civica. Il documento, dato alle stampe a cura del padre Bruzza nel 1848, successivamente dal Chicco nel 1943, testimonianza storico-archeologica riguardante uno dei più insigni monumenti vercellesi, si mostrò anche quale esempio di una tradizione di memoria delle antichità, dei monumenti, delle cose d'arte, assumendo quel manoscritto insieme con le sue stesse edizioni, unito ad altre testimonianze, spessore e profondità per l'impostazione di una vera e propria microstoria municipale degli studi, della tutela, della conservazione, non solo archeologica; argomento, questo, non frequentato e particolarmente stimolante in un momento di rinnovato interesse per tali questioni. Fu quindi nell'intento di avere il quadro di un particolare aspetto della cultura locale, che iniziai a raccogliere documenti, editi ed inediti, ordinandoli ed analizzandoli in questa prospettiva, finora non toccata, ed evitando, comunque, di entrare nel merito della storia della storiografia vercellese, tema, se specificatamente trattato, di ben altra portata. Più in generale, si è cercato di mettere in luce gli aspetti del rapporto fra una città e le tracce del proprio passato, emergente a tratti in avvenimenti, personaggi ed opere, a partire convenzionalmente dal periodo assunto quale inizio dell'interesse per le antichità in senso moderno; dal Rinascimento, quindi, e da una figura che non ha se non un tenue aggancio con la storia vercellese, il Labacco, si è tentato di leggere in senso diacronico la considerazione dell'antico nella memoria locale, organizzando per schede in sequenza cronologica le figure salienti che se ne occuparono, da una parte, le strutture fondamentali, dall'altra. Come forse denuncia la stessa schematica sistemazione del lavoro, non si è condotta un'analisi storica vera e propria, che resta una meta futura per molti argomenti specifici, sia per i limiti stessi di chi scrive, sia per la novità del taglio, disertato dalla bibliografia locale e quindi privo di punti di riferimento e di confronto, sia perché il superamento di un preliminare e semplice quadro generale avrebbe richiesto assai più spazio, tempo ed un lavoro a più mani fin dalle prime fasi della ricerca. Tuttavia, in alcuni tratti si è intravista qualche chiave interpretativa e sono emersi precisi nessi ed indirizzi di lettura, non a caso proprio laddove i documenti, oltreché più accessibili, si sono rivelati particolarmente abbon-I danti, relativamente cioè al periodo in cui si è evidenziata una fioritura degli interessi municipali alla politica conservativa, fra Otto e Novecento. In questi casi ci si è sentiti incoraggiati ad un approfondimento, anche di metodo, che, tuttavia, si è ritenuto dovesse meglio costituire un lavoro a se stante, privilegiante pochi momenti di particolare interesse per ricerche di vero respiro storico; si è quindi preferito procedere a quella panoramica in dimensione cronologica che, più semplicemente, si voleva provare a tracciare (pure anch'essa in certe parti lacunosa ed in certe fasi condotta su considerazioni e note meramente biografiche, mutuate da fonti già ben conosciute) e che, comunque, sottolinea con gran copia di documentazione quel periodo cruciale, a cavallo dei due secoli. Essendo alla base di questo lavoro la raccolta, la selezione e l'ordinamento di fonti le più varie, tale operazione costituisce presupposto per lo stesso impianto del volume, organizzato per schede corredate da ampio materiale grafico-fotografico e da un immediato riscontro a margine delle opere citate o utilizzate, caratterizzato, per la sua dichiarata vocazione documentaria, da una poco consueta abbondanza, tuttavia ritenuta utile, di fonti riportate il più possibile integralmente e affiancanti i testi, questi ultimi formatisi in diretto' rapporto con esse e spesso unicamente destinati a fornire una traccia o una connessione, a suggerire uno schema interpretativo. Per contro in molti casi i documenti assumono nel contesto una loro propria autonomia, testimonianze di prima mano non velate dal tempo, fra l'altro sovente di piacevole accostamento. Tutto ciò evidentemente comporta più di un modo e più di un livello di lettura, traduce la volontà, non so quanto realizzatasi, di fornire uno strumento di orientamento vicino anche alle esigenze didattiche, rivolto comunque ad un pubblico più vasto di quello cui sono solitamente destinate le pubblicazioni di argomento storico. E' sembrato opportuno, da ultimo, volendo precisare ed approfondire aspetti e problemi strettamente legati al tema preminente, quello archeologico, dedicare gli ultimi capitoli ad un sommario e schematico esame delle conoscenze, assai scarse purtroppo, che attualmente si hanno sulla Vercelli romana (non trascurando digressioni in campo post-classico) e delle odierne questioni inerenti la gestione archeologica, toccando ad esempio i problemi di tutela del centro urbano, la programmazione di costruttivi ed organici interventi, i pesanti fenomeni di vandalismo e razzia. Giungere al presente è sembrato, anche trattandosi di un lavoro non propriamente storico, non inopportuno per una verifica di quanto rimanga di quelle forme di conoscenza e di tutela che già furono presenti, di II quanto abbiano pesato quelle esperienze, in positivo o in negativo, sull'odierno tessuto locale, sul modo che ha -o non ha -oggi la città di operare una riflessione sul proprio passato. Lo stesso, ormai decennale, legame di chi scrive alle sorti del Gruppo Archeologico Vercellese, non solo deve aver condizionato in qualche modo la scelta di giungere alla cronaca di questi ultimi anni, ma, indubbiamente, deve anche aver determinato la volontà di cercare alle odierne, dibattute, questioni archeologiche e di politica culturale una dimensione di tipo storico, prospettiva questa presente nella costruzione stessa e nello svilupparsi del lavoro. Non si troveranno qui infine, occorre ricordarlo, se non del tutto casuali aggiornamenti al quadro dell'archeologia locale, segnato dalle opere fondamentali del Bruzza, del Ferrero, del Viale; si è semmai tentato di inserirle, esse stesse, insieme con le altre fonti disponibili, in un contesto cronologico-documentario o "antologico", diciamo volendo prevenire qualche appunto. Il filo conduttore, che comunque pare legare assai bene il passato al presente, sembra rappresentato dalla constatazione, che costituisce in qualche modo il motivo di fondo di queste riflessioni, di una storica difficoltà all'innescarsi di un serio e prolungato impegno, sia locale che esterno, per la conservazione, la ricerca, la razionale documentazione, la formazione di una pubblica consapevolezza di quanto rappresenti il patrimonio culturale, e non solo archeologico, della città. La rivisitazione di una tradizione di figure, opere ed avvenimenti del passato, legati alle antichità, ai monumenti, ai luoghi di conservazione vercellesi, rivela tuttavia preziosi indizi di una volontà a consolidare nel tempo strutture per la memoria, che possono costituire per il presente utili sollecitazioni. Nell'incertezza tra l'attendere alcuni anni alla precisazione dei molti argomenti qui appena sfiorati ed il dare alle stampe questa fase propedeutica a successivi approfondimenti, ho ritenuto preferibile quest'ultima via, ben sapendo che, muovendomi su un terreno vasto, inconsueto e difficile, nel tentativo di dare una visione generale, saranno molte le omissioni, gli errori, le imprecisioni, le superficialità, del resto inevitabili, che confido si vorranno perdonare. Vercelli, settembre 1981 G.S. III Sono grato, per la cortesia e disponibilità, al dottor Rosaldo Ordano, direttore della Biblioteca Civica di Vercelli, ed al personale di detta biblioteca, in particolare alla signorina Vittoria Mazzarino ed al signor Arturo Spiniello; al dottor Maurizio Cassetti, direttore dell'Archivio di Stato di Vercelli, ed al personale di detto Archivio, in particolare al dottor Andreino Coppo, alla dottoressa Carla D'Inverno e al signor Giovanni Fetti, al Rev. Don Mario Capellino, direttore della Biblioteca Agnesiana di Vercelli. Ringrazio inoltre, per le gentili concessioni, l'avvocato Francesco Ferraris, Presidente del Museo Francesco Borgogna di Vercelli, l'ingegner Pietro Monti, Presidente dell'Istituto di Belle Arti di Vercelli, il geometra Amedeo Corio, la dottoressa Anna Rosso, responsabili del Museo Leone di Vercelli, la direzione della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, il professor Fortunato Guala, che con grande liberalità mi ha permesso di utilizzare ampiamente la sua tesi di laurea, la dottoressa Mercedes Viale Ferrero, che molto gentilmente mi ha concesso, oltre ad una completa documentazione sulla figura dello scomparso professor Vittorio Viale, il permesso per la pubblicazione di alcuni scritti dello studioso riguardanti Vercelli, tutti gli Enti Ecclesiastici che in qualche modo hanno contribuito al presente lavoro. Devo ai signori Luigi Chiais, Eusebio Pomati e Roberto Casazza il dono di interessanti materiali fotografici; ai signori Silvino Boria, Virginio Bussi ed all'architetto Renato Tonello, devo utili scambi di opinioni sul tema della tutela e dell'archeologia locale; alla dottoressa Gabriella Gallarati, al geometra Renato Fornaro e agli altri amici del Gruppo Archeologico Vercellese sono grato per i contributi al presente lavoro. Ringrazio infine il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Ufficio Centrale per i Beni Archivistici, per l'autorizzazione alla pubblicazione di documenti tratti dalle Carte Mella dell'Archivio di Stato di Vercelli (parere n. 1551 del 13 agosto 1980), l'Assessorato alla Cultura della Regione...
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