Papers by Alessia Marini
Kepos, 2019
Il presente contributo parte dalla consapevolezza che D'Annunzio sia uno dei poeti che più è ... more Il presente contributo parte dalla consapevolezza che D'Annunzio sia uno dei poeti che più è stato influenzato da Ovidio. Il tono dei due autori, infatti, è molto forte, specialmente nella produzione di versi del Vate, mentre è meno evidente nella sua produzione in prosa. lo scopo è quindi quello di investigare come il modello ovidiano abbia lasciato il suo segno anche nei romanzi di D'Annunzio e, in particolare, ne Il piacere. Dalla lettura parallela dei due autori e dei loro lavori, Il piacere e le Metamorfosi, emergono infatti alcune corrispondenze che confermerebbero l'influeza del modello classico sulla produzione d'annunziana. Andrea Sperelli e Elena Muti sono le trasformazioni moderne di Apollo e Dafne, Salamace e Ermafrodito, oppure un nuovo Narciso che fa eco al suo mitologico predecessore.
Kepos, 2019
Lo scopo di questo saggio è offrire una breve panoramica circa i progetti e le iniziative correla... more Lo scopo di questo saggio è offrire una breve panoramica circa i progetti e le iniziative correlate alla galassia delle Digital Humanities. La riflessione parte dalla comparazione provocatoria tra lo scetticismo della Chiesa sulle posizioni di Giordano Bruno e quello degli umanisti nei confronti delle implementazioni tecnologiche. Lo scopo del saggio è quindi quello di allentare i sospetti illustrando dove scienza e letteratura si incontrano, senza perdere il rigore ecdotico.

Quaderni eretici, 5/3 (2017), "Angelus novus. L'avvento delle Digital Humanities per le humanae litterae
"Quaderni eretici" è una rivista <em>on line</em> ed <em>open access&... more "Quaderni eretici" è una rivista <em>on line</em> ed <em>open access</em> che costituisce sin dal 2013 parte integrante del progetto <strong>Ereticopedia</strong>. Ha periodicità annuale. Dispone di un comitato scientifico e di un comitato editoriale e di redazione, che coincidono con quelli del sito (per maggiori dettagli si rinvia alla pagina <strong>Credits</strong>). <strong>N° 5 / 2017</strong> COPERTINA E SOMMARIO FASCICOLO 3 <strong>"ANGELUS NOVUS": L'AVVENTO DELLE DIGITAL HUMANITIES PER LE HUMANAE LITTERAE</strong> Antonello Fabio Caterino, <em>"Angelus Novus": l'avvento delle digital humanities per le humanae litterae. Introduzione al fascicolo</em> [versione html] Michele Armellini, <em>Il nocciolo e la polpa: il mestiere dello storico e la public history</em> Martina Gargiulo, <em>La storia al tempo di Wikipedia. Può la comunità sostituire l'accademia?</em> Thomas Persico, <em>L'informatica umanistica nell'insegnamento secondario superiore: un esperimento per la didattica della letteratura medievale</em> Antonello Fabio Caterino, <em>Riflessioni e proposte sullo studio informatizzato del componimento poetico breve</em> Alessia Marini, <em>Codifica TEI e specifici oggetti testuali: relazione impossibile o proficua collaborazione?</em> Flavia Sciolette, <em>Su Humanities e Social Network</em>

Antonio Brocardo è ricordato per essere entrato in forte polemica con Pietro Bembo, suscitando pu... more Antonio Brocardo è ricordato per essere entrato in forte polemica con Pietro Bembo, suscitando pubblica indignazione. Le fonti letterarie sulla vita di Bembo infatti lo descrivono come un folle desideroso di distruggere quel che non riusciva a comprendere. Ma c'è una discrepanza in tutto ciò: la tradizione vuole Brocardo come strenuo oppositore delle teorie letterarie del Cardinale, mentre le sue rime non sembrano distinguersi eccessivamente dal cosiddetto bembismo. L'articolo mira a chiarire – attraverso un uso ragionato della stilometria – le autentiche ragioni della controversia letteraria tra Bembo e il Brocardo, avvalorando precedenti congetture filologiche. L'analisi dei differenti usus scribendi dei due poeti sono state condotte in relazione alla produzione volgare del Petrarca. Abbiamo cercato di dimostrare quanto la stilometria possa essere utilizzata come tornasole per confermare o rigettare ipotesi di lavoro filologiche.

Il testo che segue si propone di offrire una rapida panoramica su quello che è stato un intenso l... more Il testo che segue si propone di offrire una rapida panoramica su quello che è stato un intenso lavoro di ricerca finalizzato a rispondere ad alcune domande:
“se un testo può essere codificato con un determinato linguaggio informatico, può quest’ultimo risultare utile ad un qualsivoglia studio specifico? Può, quindi, un solo linguaggio riuscire ad esprimere le diverse necessità delle varie branche degli studi umanistici? Può un unico marcatore descrivere allo stesso tempo necessità filologiche, lessicali, grammaticali o semantiche?”
La risposta, alla fine del percorso, sarà assolutamente affermativa. Grazie all’utilizzo della TEI e dei suoi marcatori, pensati e studiati per servire tutte le esigenze dei vari generi testuali, è possibile riuscire a selezionare il marcatore più adatto al tipo di ricerca che si vuole realizzare. Nel nostro caso si trattava di classificare oggetti testuali di ambito medico, dividendoli secondo determinate categorie, rendendo quei termini ricercabili all’interno di un archivio.
Il proposito nasce, infatti, da una proficua collaborazione con il progetto DigilibLT, che si occupa della creazione di un Biblioteca digitale di testi latini tardoantichi, e parte dalle sue specifiche di codifica per poi approfondirle e ampliarle.
Gli strumenti utilizzati sono stati maggiormente manuali di codifica, libri specifici in ambito medico (cfr. Cullen e Gray) ed erboristico, nonché un dizionario dei simboli latini e volgari. Già da questa prima panoramica si denota, perciò, la stretta sinergia tra il futuro e il passato, tra linguaggi informatici ed umani, che risulta essere anche uno dei principi su cui si basano gli studi legati alle Digital Humanities.
La conclusione del percorso di ricerca è data dalla constatazione che il marcatore <interp>, da noi utilizzato, risulta estremamente malleabile e quindi adatto a servire qualsiasi tipo di interpretazione del testo, sia essa grammaticale, filologica, sintattica o semantica.
Webpages by Alessia Marini
by Kepos - Semestrale di linguistica, letteratura e filologia italiana, Antonello Fabio Caterino, Francesca Favaro, Alessandra Di Meglio, Alessia Marini, Vanessa Iacoacci, Mattia Caponi, Alessandra Trevisan, Alessandra Marfoglia, and Rossano De Laurentiis uscita prevista: settembre 2019
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“se un testo può essere codificato con un determinato linguaggio informatico, può quest’ultimo risultare utile ad un qualsivoglia studio specifico? Può, quindi, un solo linguaggio riuscire ad esprimere le diverse necessità delle varie branche degli studi umanistici? Può un unico marcatore descrivere allo stesso tempo necessità filologiche, lessicali, grammaticali o semantiche?”
La risposta, alla fine del percorso, sarà assolutamente affermativa. Grazie all’utilizzo della TEI e dei suoi marcatori, pensati e studiati per servire tutte le esigenze dei vari generi testuali, è possibile riuscire a selezionare il marcatore più adatto al tipo di ricerca che si vuole realizzare. Nel nostro caso si trattava di classificare oggetti testuali di ambito medico, dividendoli secondo determinate categorie, rendendo quei termini ricercabili all’interno di un archivio.
Il proposito nasce, infatti, da una proficua collaborazione con il progetto DigilibLT, che si occupa della creazione di un Biblioteca digitale di testi latini tardoantichi, e parte dalle sue specifiche di codifica per poi approfondirle e ampliarle.
Gli strumenti utilizzati sono stati maggiormente manuali di codifica, libri specifici in ambito medico (cfr. Cullen e Gray) ed erboristico, nonché un dizionario dei simboli latini e volgari. Già da questa prima panoramica si denota, perciò, la stretta sinergia tra il futuro e il passato, tra linguaggi informatici ed umani, che risulta essere anche uno dei principi su cui si basano gli studi legati alle Digital Humanities.
La conclusione del percorso di ricerca è data dalla constatazione che il marcatore <interp>, da noi utilizzato, risulta estremamente malleabile e quindi adatto a servire qualsiasi tipo di interpretazione del testo, sia essa grammaticale, filologica, sintattica o semantica.
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