Uno spettro si aggira per il mondo: lo spettro dello sport. È ovunque. Si compra, si vende, si mo... more Uno spettro si aggira per il mondo: lo spettro dello sport. È ovunque. Si compra, si vende, si mostra, si studia, si commenta e si incardina nelle Costituzioni; attraversa redazioni e luoghi di culto, consigli di amministrazione e assemblee studentesche, emirati e periferie. Tutti ne parlano, si accapigliano, ci fanno affari, lo sfruttano; non c'è categoria sociale che non lo tocchi, lo usi, lo subisca. Ancora più stranamente: tutti lo praticano. Momento imprescindibile della quotidianità dei bambini -secondo solo alla scuola per quantità di tempo drenata; cardine dell'organizzazione settimanale degli adulti -spesso secondo solo al lavoro; imperativo categorico per molti anziani, alla ricerca di una tonicità muscolare indifferente allo scorrere degli anni. Di solito è inutile e fastidiosamente pedante rimarcare l'ovvio -non fosse che a volte questa cappa di silenzio si ribalta in immediata naturalizzazione dell'ovvio stesso, che diventa sfondo aproblematico, incapace di suscitare domande né stupore: si ammanta di autoevidenza e si spaccia per ciò che è sempre stato. L'umano ha uno stomaco di ferro, digerisce e metabolizza con strepitosa rapidità ogni elemento nuovo o eccentrico; per questo Weber segnalava che «un bambino abituato a viaggiare ogni giorno su un tram non si chiederebbe da solo come esso propriamente faccia a essere messo in movimento» (Weber 2002, 562): l'abitudine inibisce la capacità di meravigliarsi, e senza questo stupore manca lo stimolo all'interrogazione. Ecco delineato il punto di partenza: il rapido e travolgente successo di massa delle pratiche fisico-sportive nelle no-
In questo contributo si intende sostenere che lo sport incarna una forma di agonismo particolare,... more In questo contributo si intende sostenere che lo sport incarna una forma di agonismo particolare, la cui struttura non è perfettamente congruente con quella della competizione capitalista, e che invece rappresenta la modalità in cui sono sopravvissute, metamorfizzate, alcune questioni tipicamente religiose. Nello specifico, mi concentrerò su una forma di surrogazione-la capacità dello sport di ritagliare un mondo ordinato-e due prestazioni apparentemente più eccentriche: incarnare senza risolvere due problematiche che tali rimangono, e che l'agonismo capitalista misconosce: il rapporto tra grazia e merito e quello tra il tutto e le parti.
Fake news, Post-Truth are now entries into the ordinary language of contemporary politics to deno... more Fake news, Post-Truth are now entries into the ordinary language of contemporary politics to denote -with anxiety and concern -the definitive rupture of the relationship between truth and politics. A relationship that has never been idyllic and that cannot be, constitutively, idyllic, but which now seems to have reached a point of no return. Glossing the reflections of Hannah Arendt in Truth and Politics and pointing out two areas of "political licence" -that is, two areas where, inevitably, politics cannot be judged on parameters of truth -this contribution aims to treat the weakness of shared truths not as a cause of the crisis of democracies, but as a symptom of a more radical problem, an extreme subjectivism that leads to loneliness and intolerance towards any relationship based on trust.
Introduzione Questo contributo si sviluppa lungo un arco delimitato-temporalmente e contenutistic... more Introduzione Questo contributo si sviluppa lungo un arco delimitato-temporalmente e contenutisticamente-da due citazioni; la prima è di Michel Villey, storico e filosofo del diritto, e racchiude quasi in uno slogan la tempesta nominalistica, il rivoluzionario incipit della modernità: «non esiste nel reale e nella "natura" reale nulla che sia al di sopra degli individui: non esistono universali, non esistono strutture, non esiste diritto naturale» (Villey 1986, p. 182). È chiaramente Guglielmo di Ockham il campione della via moderna: è nella sua teoria che gli universali scompaiono, diventano semplici segni, nomi utilizzati strumentalmente per connotare svariati fenomeni individuali, gli unici veramente esistenti, in quanto «non possiedono esistenza reale che gli individui nella loro singolarità» (Villey 1986, p. 181). La seconda citazione è di Peter Sloterdijk ed è un invito alla problematizzazione dell'ovvio, il vettore di un rinnovato stupore di fronte allo spettacolo socio-politico contemporaneo: «una civiltà come la nostra, che si basa sull'integrazione in giganteschi macrocorpi politici di popolazioni individualistiche, è una realtà effettiva che esiste a un livello di estrema improbabilità» (Sloterdijk 2012, p. 11). Nonostante la distanza temporale, si ha l'impressione di trovarsi di fronte al problema sollevato dalle potenziali ricadute politiche del nominalismo: come fa una moltitudine di individui sui generis-nel senso radicale del termine: convinti di essere assolutamente singolari, genere a sé-a condensarsi in appartenenze collettive? Come fanno gli individui moderni a non essere anche soli? È il problema specificamente moderno della convivenza tra individui: se gli uomini non stanno insieme per natura, se l'universale non pre-esiste al particolare-e anzi solo il particolare esiste in senso proprio-come e perché individui nati "come funghi" si uniscono in corpi sociali, in "popoli", Stati, partiti, gruppi? L'idea di questo contributo è ripercorrere genealogicamente-in maniera sintetica e interessata-il processo di sfaldamento comunitario ed emersione individualistica; la tesi è quella di distinguere individualismo e solitudine, o meglio: di considerare la solitudine politica come il risultato ipermoderno di un nominalismo coerente, di un processo di "soggettivizzazione"-e quindi di erosione-di ogni universale. La solitudine contemporanea emergerà quindi come esito "finalmente" avveratosi delle promesse della modernità; non il frutto di una cesura post-moderna, ma un ingresso pieno nell'ipermodernità, nella modernità nominalistica presa sul serio fino alle sue estreme conseguenze. Abbiamo inverato Ockham nel XXI secolo.
MIRKO ALAGNA, Tra conservazione e rivoluzione. Gli effetti politici delle confessioni protestanti... more MIRKO ALAGNA, Tra conservazione e rivoluzione. Gli effetti politici delle confessioni protestanti secondo Borkenau e Weber 11 HINNERK BRUHNS, Rationalisation occidentale et modernisation de l'Allemagne? Max Weber, la Réforme et la plus horrible des horreurs 39 DIMITRI D'ANDREA, La genealogia della libertà dei moderni tra autogoverno e indifferenza. La setta come fenomeno anti-politico in Max Weber 69 GREGOR FITZI, Riforma e Controriforma. Il divide fra Europa del sud e del nord nella diagnosi sociologica di Weber 113 SARA LAGI, Dichiarazioni dei diritti e religione riformata in Georg Jellinek 137 CARLO SPAGNOLO, La Riforma protestante come idealtipo. Weber e la riforma del liberalismo tedesco alla svolta del secolo XX 159 ANNAMARIA VASSALLE, «Bleibe in deinem Beruf». L'interpretazione weberiana di Lutero 181 NOTE E DOCUMENTI FEDERICO ZULIANI, Gessner, Mainardo, un anonimo e la tora venenata. Notizie di storia valdese da due carteggi a brandelli 207 RASSEGNE E DISCUSSIONI PIETRO ADAMO, Il mito della Rivoluzione puritana. Politica e religione nell'Inghilterra della prima età moderna 227 CRONACHE FRANCESCA TASCA, Arnaldo ritrovato. Odoardo Tabacchi e Antonio Tagliaferri per il monumento ad Arnaldo da Brescia 249 EMMANUEL BAIN, Recherches sur les hérésies médiévales: bilan et perspectives 253 ELZA FERRARIO, La Bibbia e le donne a partire dalla Riforma: 500 anni di cambiamenti 259 DAVIDE DE FRANCO, Riforma e poteri. Élites, aristocrazie e movimenti religiosi ai confini occidentali dell'Italia 269 LAVORI IN CORSO FEDERICA FIORINI, L'ideale crociato tra reconquista e conquista. L'azione politica e culturale di Bernardino Lopez de Carvajal (1484-1509) 273 DENNJ SOLERA, I familiares del Sant'Uffizio romano. Un profilo istituzionale e sociale dei servitori dell'Inquisizione papale 277 ROSA MATUCCI, "La Repubblica di Cristo". Il mito di Savonarola dal XVI al XIX secolo 287 GIOVANNI TARANTINO, Entangled Histories of Emotions in the Mediterranean World 293 RECENSIONI Irene Bueno, Definire l'eresia. Inquisizione, teologia e politica pontificia al tempo di Jacques Fournier (F. Tasca); Roberto Rusconi, Immagini dei predicatori e della predicazione in Italia alla fine del Medioevo (M. Fratini); Natale Vacalebre, Come le armadure e l'armi. Per una storia delle antiche biblioteche della Compagnia di Gesù. Con il caso di Perugia (M. Fratini); Hétérodhoxies croisées. Catholicismes pluriels entre France et Italie, XVI e -XVII e siècles, sous la direction de Gigliola Fragnito et Alain Tallon (D. Carpanetto) 297 VITA DELLA SOCIETÀ Relazione del Seggio della Società di Studi Valdesi, anno 2016-2017 317 GABRIELLA BALLESIO, L'Italia è cultura. La cultura e l'identità europea 328 NORME REDAZIONALI Finito di stampare il 10 dicembre 2017 -Stampatre, Torino MONOGRAFICO MAX WEBER E LA RIFORMA PROTESTANTE A CURA DI LUCIA FELICI PREMESSA LUCIA FELICI * I presenti contributi sono frutto della giornata di studio internazionale Max Weber e la Riforma protestante da me organizzata a Firenze il 23 febbraio 2017 nell'ambito del Laboratorio di Storia moderna del Dipartimento Sagas e del Dottorato di Storia dell'Università degli Studi di Firenze.
«The animal twists the whip out of its master's grip and whips itself to become its own master» 1... more «The animal twists the whip out of its master's grip and whips itself to become its own master» 1. Many have recognized a distinctive feature of our age in this false syllogism, in the blunder of mistaking emancipation for the willingness to whip oneself in sovereign autonomy. Many concepts already pertaining to the philosophical realm have been invoked in an attempt to understand this ostensible absurdum, this scandal of critical thought; some have described the mechanisms and the paradigm shift operated by a " the New Spirit of Capitalism " 2 , others have brought the term of " Voluntary Servitude " 3 back from early modernity. These are different sides of the same coin: the " New Way of the World " 4 , the apical point of neoliberal governmentality. The amount of bibliographical references mentioned till now already shows that this brief incipit is indeed a compendium of some of the most interesting analyses of our contemporaneity; but even though the object of investigation may be the same, this does not imply that its various diagnoses should be, too. Better still, the card that this work intends to play is that of a forced, maximized differentiation. I will try to emphasize the distance separating the diagnoses provided by Boltanski and Chiapello, on the one hand, and by Dardot and Laval on the other – even at the risk of stepping beyond the limits authorized by strict textual exegesis. The goal of this move is the building of two " pure types " of contemporary governmental mechanisms. Two ideal types that, as suggested by Max Weber, do not claim an immediate accuracy in describing the real but rather serve a heuristic function, supplying the diagnosing scholar with a categorical system and a measurement unit. An attempt at enlarging the field of vision will then be added to this modeling, resorting to Sloterdijk's ascetic anthropology; its role will be that of a filter, of a sieve able to distinguish, as in a precipitate, the 1
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Papers by Mirko Alagna