Papers by Federico Biondani
Deliciae Fictiles VI, 2025
Capys è una collana dedicata alla pubblicazione di studi sull'artigianato e sulle produzioni anti... more Capys è una collana dedicata alla pubblicazione di studi sull'artigianato e sulle produzioni antiche (Materia Archeologica) e di monumenti e scavi archeologici (Archivi Archeologici). Ai libri, in formato cartaceo o digitale, si affianca la creazione e gestione di spazi digitali per l'edizione di monumenti, contesti archeologici e biblioteche di oggetti (Monumenti digitali). Capys è luogo di discussione, divulgazione e sperimentazione di un gruppo di ricercatori e studiosi del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell'Università degli Studi della Campania 'Luigi Vanvitelli' e dell'area ACMA della Scuola Superiore Meridionale.
Rinvenimenti di monete celtiche nella pianura veronese
Quaderni Di Archeologia Del Veneto, 2004
Lanx, 2024
This study examines a Northern Italian Sigillata unpublished Sarius cup, decorated with grotesque... more This study examines a Northern Italian Sigillata unpublished Sarius cup, decorated with grotesque figures, datable to the late Augustan age. This cup was found in 1890 near Bovolone (Verona) in a grave together with an Henkeldellenbecher and a Firmalampe. Among the few vases of Northern Italian Sigillata with grotesque figures, the same punches used in the cup from Bovolone appear in specimens found in Budrio (Bologna), Chiunsano (Rovigo), Aquileia, Vrhnika (Slovenia) and Velika Mrdakovica (Croatia). These almost skeletal figures, whose models are to be found in Hellenistic craftsmanship, are probably linked to comic performances; however, we don’t believe that there are any real scenes.
Ocnus, 2023
This contribution examines the only two decorated North-Italic terra sigillata vases with the sig... more This contribution examines the only two decorated North-Italic terra sigillata vases with the signature by L. Vegetus: one from Reggio Emilia and another from Istria. The first specimen, found in the excavation at piazza della Vittoria, is decorated with a battle scene. Here, the warrior rescuing a fallen comrade can be linked to Pasquino-type groups. The second vase (a Consp. R2.1 chalice), preserved in the Pula Museum, is decorated with a motif of rhombuses containing rosettes. The two specimens, dating back to the middle-late Augustan age and with almost identical rectangular stamps, are likely products of the same workshop. It remains uncertain whether this workshop, perhaps located in Emilia, has also made the undecorated North-Italic terra sigillata vases with a rectangular Vegeti stamp.
Importazioni di ceramica africana e orientale a Suasa e nell'area medio ed alto adriatica
Rivista Di Studi Liguri, 1992

Rei Cretaria Romanae Fautorum Acta, 2020
Regium Lepidi is a small town in the VIII Regio (Aemilia) along the via Aemilia, probably founded... more Regium Lepidi is a small town in the VIII Regio (Aemilia) along the via Aemilia, probably founded in 175 BC.
The aim of this study is to understand what pottery documentation can say us about trades and relationships of this town from the Late Republic to Late Antiquity.
- Republican age (II-end I century BC): fine pottery, imported or local, suggests close relationships with Central Italy (black glaze ware, thin walls ware, many types of common ware). Instead, coarse ware still shows types and decorations of pre-Roman tradition.
- Early Empire: fine products are imported from Central Italy (Terra Sigillata Italica) and from Eastern Mediterranean area (e.g. Eastern Sigillata B), but pottery is mostly local or regional (Terra Sigillata padana, thin walls ware, common ware).
- Middle and Late Empire: documentation becomes scarce. Pottery is still mostly of local/regional production, but there are also fine imported products from the Adriatic area and from North Africa.
Ritrovamenti Monetali Di Età Romana Nel Veneto
Lo scavo di località Casaletti a San Giorgio di Valpolicella. Le monete celtiche di imitazione massaliota e le monete romane repubblicane

Padusa LV, 2019
Questo contributo cerca di gettare luce su un particolare stile decorativo, definito in letteratu... more Questo contributo cerca di gettare luce su un particolare stile decorativo, definito in letteratura quale Coazze-Garolda, che contraddistingue la produzione zonata atestina dell’età del Ferro del Veneto occidentale. Questo stile si caratterizza per la presenza di tacche, disposte su file, excise probabilmente prima della cottura e riempite di pasta bianca
al fine di enfatizzare la distinzione tra le diverse aree cromatiche che decoravano vasi zonati. In questo contributo si presentano e discutono per la prima volta le evidenze caratterizzate dallo stile Garolda-Coazze provenienti dai siti di Gazzo Veronese-Coazze e Isola della Scala-Palazzina nel basso Veronese. Di ogni frammento si forniscono informazioni riguardo a: tipologia, impasto, confronti e cronologia. Il dato è poi contestualizzato alla luce delle evidenze edite provenienti dall’area atestina, e non, sia in termini
cronologici sia in termini geografici e socio-politici e confrontato con i dati relativi ad altri cinque stili decorativi documentati nel record della ceramica zonata: borchiette bronzee, bugnette applicate, impressioni a falsa cordicella, piccole cuppelle, e lamine di stagno. l’analisi distributiva dello stile Garolda-Coazze sembrerebbe confermare il legame di questo stile decorativo con la cerchia artigianale della polity controllata dal central place di Gazzo Veronese, di cui sembra anche assumere il ruolo di marker socio-politico. Gli antecedenti di questa decorazione potrebbero trovarsi sia all’interno che all’esterno del mondo Atestino. Tacche delimitanti fasce cromatiche alternate, rosse e nere, sono presenti nel sito austriaco di Bischofshofen-Pestfriedhof e datate al
725-650 a.C. ma sono inoltre documentate su forme atestine non zonate del VII sec. a.C. insieme alle stampiglie tipiche della tradizione etrusca bolognese. Nella tradizione atestina un possibile antecedente potrebbe essere rintracciato nei motivi geometrici definiti da borchiette bronzee attestati almeno sin dall’VIII sec. a.C.
Quaderni di archeologia del Veneto, 2001

La città che si rinnova. Gli scavi di Palazzo Busetti e Piazza della Vittoria a Reggio Emilia. A cura di M. Podini e A. Losi., 2019
Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Parma e Piacenza AR/S Arche... more Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Parma e Piacenza AR/S Archeosistemi Società Cooperativa Scavi archeologici Direzione scientifica: Marco Podini (Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Parma e Piacenza) Realizzazione: AR/S Archeosistemi Società Cooperativa, direttore tecnico: Anna Losi (scavi di Palazzo Busetti, di Piazza della Vittoria) e Cristina Palazzini (scavo di Via Filippo Re); GEA s.r.l. Ricerca e documentazione archeologica, direttore tecnico: Elena Pinotti (scavi di Via Guido Riccio Fogliani); Studio Malfitano Negri, direttore tecnico: Ottavio Malfitano (scavi di Via del Carbone) Coordinamento amministrativo per conto del Comune di Reggio Emilia: Massimo Magnani, Elisa Pedroni Coordinamento inventariazione reperti: Valentina Manzelli (Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara) Restauri dei materiali archeologici Mauro Ricci, Virna Scarnecchia, Monica Zanardi, Micol Siboni (Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emila e Ferrara)
Notiziario dello Speleo Club Roma, 17 = Atlante dei fenomeni carsici dei Monti Ausoni meridionali, 2020
Study about aes rude and Roman coins found at the entrance of a cave near Lenola (Latina - South... more Study about aes rude and Roman coins found at the entrance of a cave near Lenola (Latina - Southern Latium)
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Papers by Federico Biondani
The aim of this study is to understand what pottery documentation can say us about trades and relationships of this town from the Late Republic to Late Antiquity.
- Republican age (II-end I century BC): fine pottery, imported or local, suggests close relationships with Central Italy (black glaze ware, thin walls ware, many types of common ware). Instead, coarse ware still shows types and decorations of pre-Roman tradition.
- Early Empire: fine products are imported from Central Italy (Terra Sigillata Italica) and from Eastern Mediterranean area (e.g. Eastern Sigillata B), but pottery is mostly local or regional (Terra Sigillata padana, thin walls ware, common ware).
- Middle and Late Empire: documentation becomes scarce. Pottery is still mostly of local/regional production, but there are also fine imported products from the Adriatic area and from North Africa.
al fine di enfatizzare la distinzione tra le diverse aree cromatiche che decoravano vasi zonati. In questo contributo si presentano e discutono per la prima volta le evidenze caratterizzate dallo stile Garolda-Coazze provenienti dai siti di Gazzo Veronese-Coazze e Isola della Scala-Palazzina nel basso Veronese. Di ogni frammento si forniscono informazioni riguardo a: tipologia, impasto, confronti e cronologia. Il dato è poi contestualizzato alla luce delle evidenze edite provenienti dall’area atestina, e non, sia in termini
cronologici sia in termini geografici e socio-politici e confrontato con i dati relativi ad altri cinque stili decorativi documentati nel record della ceramica zonata: borchiette bronzee, bugnette applicate, impressioni a falsa cordicella, piccole cuppelle, e lamine di stagno. l’analisi distributiva dello stile Garolda-Coazze sembrerebbe confermare il legame di questo stile decorativo con la cerchia artigianale della polity controllata dal central place di Gazzo Veronese, di cui sembra anche assumere il ruolo di marker socio-politico. Gli antecedenti di questa decorazione potrebbero trovarsi sia all’interno che all’esterno del mondo Atestino. Tacche delimitanti fasce cromatiche alternate, rosse e nere, sono presenti nel sito austriaco di Bischofshofen-Pestfriedhof e datate al
725-650 a.C. ma sono inoltre documentate su forme atestine non zonate del VII sec. a.C. insieme alle stampiglie tipiche della tradizione etrusca bolognese. Nella tradizione atestina un possibile antecedente potrebbe essere rintracciato nei motivi geometrici definiti da borchiette bronzee attestati almeno sin dall’VIII sec. a.C.