Reassembling the unsustainable. Le filiere dell'agroalimentare in trasformazione, sotto le lenti della Sociologia Il presente numero di Fuori Luogo ospita una sezione monografica su "Reassembling the unsustainable. Le filiere...
moreReassembling the unsustainable. Le filiere dell'agroalimentare in trasformazione, sotto le lenti della Sociologia Il presente numero di Fuori Luogo ospita una sezione monografica su "Reassembling the unsustainable. Le filiere dell'agroalimentare in trasformazione, sotto le lenti della Sociologia" curata da Davide Donatiello, Domenica Farinella, Valentina Moiso e Fabio Mostaccio. L'idea di proporre una riflessione su questo tema si collega al dibattito sull'agroalimentare emerso in seguito agli effetti della pandemia di Covid-19. I temi che durante la crisi si sono imposti all'attenzione pubblica riguardano innanzitutto la centralità della produzione agroalimentare quale bene primario per la sopravvivenza. Le filiere del cibo hanno rivestito un ruolo fondamentale nella tenuta del sistema socio-economico durante il periodo di lockdown iniziato a marzo 2020, riattivando l'interesse sulle modalità e sulle condizioni con cui i prodotti agricoli e i loro derivati vengono prodotti e distribuiti. Acceso è stato il dibattito, ad esempio, sul reclutamento della manodopera straniera, ma l'attenzione è stata diretta anche ad altri aspetti cruciali quali la lunghezza e l'articolazione delle filiere, la qualità delle materie e il tipo di regime agricolo. D'altro lato, questa riscoperta centralità rivestita durante la fase critica della pandemia non ha implicato il superamento degli elementi di crisi che investono da lungo tempo il settore: nel decreto rilancio (DL. 34/2020) sono stati destinati fondi pari a 1.150 milioni di euro per sostenere l'agricoltura del nostro paese, con una specifica voce a favore delle filiere. La distribuzione e l'utilizzo di questi fondi avranno un impatto sulle direzioni di sviluppo del sistema agroalimentare che merita di essere tenuto in considerazione. Di fronte a questo fermento, l'agroalimentare è un campo ancora relativamente poco esplorato dalle scienze sociali in Italia, anche se al centro di un dibattito rilevante (si veda ad esempio Corrado, Lo Cascio, Perrotta 2018). Questo si inserisce all'interno di un filone di studi internazionali che si è ormai consolidato e che analizza i regimi agroalimentari in una prospettiva strutturale: le catene lunghe dell'agri-food globale sono riconnesse ai processi locali di ridefinizione del rurale che producono effetti di gerarchizzazione socio-spaziale. Lo studio dei rapporti di filiera in questa prospettiva ha acquisito ulteriore complessità, facendo emergere aspetti ancora poco indagati. L'imperativo di un'agricoltura industriale-grandi volumi a basso costo-ha reso gli agricoltori sempre più esposti all'instabilità del mercato globale. Questa "perdita di autonomia" (Ploeg, 2008) si è accentuata in seguito al riassetto delle filiere agroalimentari globali all'interno del regime alimentare delle corporation transnazionali (McMichael, 2003). Le multinazionali del cibo operano all'interno di filiere opache, in cui si generano forti asimmetrie informative, che producono l'espulsione dal mercato degli attori economici più deboli, lo sfruttamento e la degradazione della produzione, della manodopera e dei territori. Inoltre, lo svilimento della qualità del cibo crea nuove disuguaglianze sociali anche in relazione ai consumi. Un'insostenibilità, dunque, economica, sociale e ambientale. All'interno di questo framework teorico, la sezione monografica raccoglie contributi di studiose e studiosi italiani che da anni osservano il funzionamento delle filiere agroalimentari nella loro complessità, e negli articoli proposti hanno tracciato alcune riflessioni sulla più ampia questione della sostenibilità soffermandosi su alcuni aspetti significativi. Apre la sezione il contributo di Domenica Farinella e Valentina Moiso, che propone una riflessione sul quadro teorico entro cui hanno preso forma in Italia gli studi sulle filiere agroalimentari, sottolineando un interesse crescente verso questi temi, dopo la progressiva marginalizzazione dal dibattito subita nei decenni passati. Il rinato interesse per l'agricoltura si collega allo studio dei contemporanei processi riguardanti la produzione e il lavoro, ma rappresenta anche un ambito privilegiato per l'analisi delle norme che caratterizzano la società contemporanea e l'attuale strutturazione di disuguaglianze sociali. A seguire, il saggio di Alessandra Corrado e Marco Fama considera l'impatto della pandemia da Covid19 sulle performance delle filiere agroalimentari: questo momento di shock diventa occasione per riflettere sulla capacità di tenuta e sulle modalità di reazione delle filiere locali di fronte alle dinamiche globali, tendendo in particolare conto le condizioni tecniche, istituzionali ed economiche su cui lavorare per ripensare l'attuale sistema agroalimentare e per rafforzare le realtà di filiera corta. Il contributo di Davide Donatiello e Fabio Mostaccio a partire dall'analisi di due esperienze territorialmente situate-il progetto Spartacus (Reggio Calabria) e il progetto Humus (Cuneo)-che forniscono un modello innovativo e alternativo per l'incontro tra domanda e offerta di lavoro agricolo, introduce una riflessione critica sulla sostenibilità sociale delle filiere agroalimentari e sulle risposte locali all'inefficacia dell'azione pubblica, soprattutto per quanto riguarda il reclutamento e le condizioni di permanenza della manodopera immigrata. Infine, l'articolo di Domenico Perrotta e Martina Lo Cascio è dedicato a una delle produzioni maggiormente in crescita in Italia dal punto di vista dell'ortofrutta, quella dei prodotti della cosiddetta quarta gamma, al fine di proporre un'analisi critica delle narrazioni e retoriche intorno alle cosiddette produzioni di qualità. Il nesso tra le rappresentazioni dei consumatori e le modalità di produzione è tematizzato anche nei suoi effetti sul lavoro dei contadini, in termini di strutturazione di disuguaglianze e rapporti di potere tra gli attori della di filiera. Le curatrici e i curatori ringraziano tutte e tutti i partecipanti alla sessione Filiere globali, resistenze locali e politiche per la sostenibilità del XII Convegno Sociologi dell'Ambiente "Politica, ecologia e società nell'Antropocene", ospitato dall'Università di Salerno dal 26 al 27 settembre 2019, in cui ha preso forma la riflessione che ha portato alla proposta della presente sezione.